Bonus Casa: nuove regole, detrazioni ridotte per i familiari del proprietario
- Agefis
- 6 mar
- Tempo di lettura: 3 min

Il Bonus Casa 2025 conferma e rafforza le restrizioni già introdotte nel 2024, con un impatto significativo sulla detrazione fiscale per le spese di ristrutturazione edilizia. Tra le novità principali spicca il divieto per i familiari del proprietario di usufruire della detrazione piena, con un’aliquota ridotta al 36%. Inoltre, il limite di reddito continua a influenzare il massimale di spesa detraibile, con soglie differenziate per chi ha figli a carico.
Vediamo nel dettaglio come funzionano le nuove regole, quali sono le aliquote applicabili e come pianificare al meglio le spese di ristrutturazione.
Bonus Casa: cosa cambia per i familiari del proprietario?
Le modifiche introdotte con la Legge di Bilancio 2025 confermano le restrizioni già applicate lo scorso anno al Superbonus per le villette unifamiliari. In particolare, i familiari del proprietario che sostengono le spese di ristrutturazione possono detrarre solo il 36%, invece del 50%. Inoltre, resta il limite di reddito per la detrazione massima, con soglie differenziate a seconda della presenza di figli a carico. Si conferma, inoltre, una maggiore rigidità nella ripartizione delle detrazioni tra comproprietari e familiari non titolari dell’immobile. Chi sta pianificando lavori di ristrutturazione deve quindi considerare attentamente questi nuovi vincoli per ottimizzare il beneficio fiscale.
Soglie di reddito e importo massimo detraibile
Anche nel 2025, la possibilità di detrarre le spese dipende dal reddito del contribuente e dal numero di figli a carico.
Detrazioni per redditi tra 75.000 e 100.000 euro
Condizione familiare | Importo spese detraibili |
Senza figli a carico | 7.000 euro |
Con 1 figlio a carico | 9.800 euro |
Con 2 figli a carico | 11.900 euro |
Con 3 figli o un figlio con disabilità | 14.000 euro |
Detrazioni per redditi oltre i 100.000 euro
Condizione familiare | Importo spese detraibili |
Senza figli a carico | 4.000 euro |
Con 1 figlio a carico | 5.600 euro |
Con 2 figli a carico | 6.800 euro |
Con 3 figli o un figlio con disabilità | 8.000 euro |
Per ottenere il massimo vantaggio fiscale, è fondamentale calcolare in anticipo la ripartizione delle spese tra i soggetti aventi diritto.
Come ripartire le detrazioni: esempi pratici
Vediamo ora alcune casistiche reali per comprendere come distribuire le spese e massimizzare la detrazione disponibile.
Caso A – Coniugi senza figli, uno solo con reddito sotto la soglia
Il coniuge con reddito inferiore a 100.000 euro può detrarre fino a 7.000 euro. Se il reddito supera questa soglia, la detrazione massima si riduce a 4.000 euro. Per massimizzare il vantaggio fiscale, la strategia più conveniente è attribuire la maggior parte delle spese al coniuge con reddito inferiore, così da poter sfruttare l’aliquota di detrazione al 50%.
Caso B – Coniugi comproprietari con figli a carico
La spesa detraibile varia in base al numero di figli. Se ci sono due o più figli, il limite massimo sale a 11.900 euro, mentre con un solo figlio si riduce a 9.800 euro. Per ottimizzare il beneficio fiscale, è consigliabile attribuire la detrazione al coniuge con reddito più alto, mentre l’altro coniuge può detrarre le spese per i figli al 19%.
Caso C – Casa intestata a un solo coniuge, l’altro sopra la soglia, senza figli
La detrazione subisce una riduzione se la spesa è sostenuta dal familiare non proprietario, passando dal 50% al 36%. Su una spesa massima di 96.000 euro, l'importo detraibile si riduce quindi a 2.484 euro. Per ottenere il massimo vantaggio fiscale, se il proprietario ha un reddito sufficiente, è preferibile attribuire a lui la detrazione, così da poter beneficiare dell’aliquota più elevata.
Caso D – Casa intestata a un solo coniuge, l’altro sopra la soglia, con figli a carico
La spesa massima detraibile aumenta in base al numero di figli. Per ottimizzare il beneficio fiscale, è fondamentale verificare la capienza fiscale del coniuge proprietario, così da assegnargli la detrazione più vantaggiosa. L’altro coniuge, invece, può detrarre le spese per i figli con l’aliquota del 19%.