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Spese di manutenzione e ristrutturazione per i professionisti: come dedurle nel modello Redditi 2025

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    Agefis
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 3 min
progettista al lavoro

La riforma fiscale 2024 cambia radicalmente le regole per la deducibilità delle spese di manutenzione e ristrutturazione degli immobili per i professionisti. Con l’entrata in vigore del Dlgs 192/2024, le quote sono ora ripartite in sei anni e non serve più distinguere tra spese incrementative e non incrementative. Ecco come funziona la nuova deduzione nel quadro RE del modello Redditi 2025.



Come cambiano le regole di deducibilità per le spese di manutenzione straordinaria?


Dal 2024, le spese sostenute dai professionisti per interventi sugli immobili sono deducibili in sei rate annuali costanti, senza distinzione tra tipologie.

La riforma fiscale ha introdotto un nuovo approccio uniforme: tutte le spese per ammodernamento, ristrutturazione e manutenzione straordinaria vengono ora dedotte in sei quote annuali, inclusivo dell’anno in cui sono state sostenute. Questo supera la complessità della normativa precedente, che obbligava a distinguere le spese incrementative (deducibili tramite ammortamento) da quelle non incrementative (limitate al 5% del costo dei beni ammortizzabili nell’anno e spalmate nei 5 anni successivi).


Nel modello Redditi 2025, il nuovo criterio è già operativo: i professionisti dovranno indicare al rigo RE10 la quota deducibile pari a 1/6 dell’importo complessivo della spesa sostenuta nel 2024. Le spese sostenute negli anni precedenti continueranno invece a seguire le regole precedenti.



Dove si indicano le nuove spese deducibili nel modello Redditi 2025?


Il rigo RE10 del quadro RE è stato aggiornato per accogliere sia le nuove quote deducibili sia le vecchie regole per spese pregresse.

Nel modello Redditi 2025, il rigo RE10 è ora strutturato per distinguere chiaramente:


  • La quota deducibile dell’anno in corso (pari a 1/6 delle spese sostenute nel 2024);

  • Le quote residue relative a spese sostenute in anni precedenti (ancora soggette al vecchio sistema).

⚠️ Nota importante per i beni promiscuamente utilizzati: in questo caso, la quota deducibile annuale va ridotta al 50%.

Questa novità semplifica il lavoro dei professionisti, eliminando la necessità di valutare la natura "incrementativa" delle spese e di applicare criteri spesso ambigui.



Come trattare i costi immateriali e i diritti pluriennali nel modello RE?


I costi per elementi immateriali sono ora regolamentati con criteri specifici e distinti, finalmente normati dal Dlgs 192/2024.

La riforma introduce una novità anche sul fronte dei costi immateriali. Nel rigo RE10 devono ora essere riportate le quote di ammortamento relative a:


  • Diritti di utilizzazione di opere dell’ingegno, brevetti industriali, formule, processi e know-how: deducibili fino al 50% del costo per anno.

  • Altri diritti pluriennali: deducibili secondo la durata prevista dal contratto o dalla legge.


Questa previsione rappresenta un passo avanti rispetto al passato, dove mancava un riferimento normativo specifico e si applicava la deduzione piena nell’anno di sostenimento, se il costo era inerente.



Quali novità per i redditi da cessione del contratto di leasing nel 2024?


Dal 2024, i redditi derivanti dalla cessione di contratti di leasing diventano fiscalmente rilevanti anche per i professionisti.

La riforma ha incluso nel rigo RE7 i redditi derivanti dalla cessione del contratto di leasing, in ottica antielusiva. In particolare, va indicata la differenza tra:

  • Il valore normale del bene ceduto;

  • La somma del prezzo di riscatto e dei canoni residui attualizzati.


Nel caso di beni immobili, va inoltre sottratta la quota capitale dei canoni già maturati, che non è deducibile in quanto riferita al terreno. Questo allineamento alla normativa impresa rafforza il controllo fiscale sui contratti di leasing nel settore professionale.




FAQ – Domande frequenti sulle nuove regole fiscali per i professionisti


1. Dal 2024 posso ancora dedurre integralmente una spesa edilizia nell’anno di sostenimento?


No, dal 2024 tutte le spese straordinarie su immobili vanno dedotte in sei quote annuali, anche per i beni ad uso promiscuo (al 50%).


2. Le vecchie spese sostenute prima del 2024 come vanno gestite?


Continuano ad applicarsi le vecchie regole: distinguere tra spese incrementative e non, con la relativa deduzione ammortizzata o limitata al 5% del costo dei beni.


3. Dove indico le spese immateriali nel modello Redditi 2025?


Nel nuovo rigo RE10, distinto dalle spese materiali. Vanno riportate le quote di ammortamento secondo i limiti fissati dalla nuova norma.


4. Cosa cambia per il leasing?


Ora anche i professionisti devono indicare i redditi da cessione di contratti di leasing nel rigo RE7, con criteri simili al reddito d’impresa.

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